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La Mano sinistra del Buio e la questione del genere

Ursula K. Le Guin è tra le autrici che più hanno innovato il genere Fantasy e Fantascientifico  sfruttandone le potenzialità per analizzare le strutture sociali, le organizzazioni socio-politiche, i sistemi di valori, le interazioni culturali e il tema dell’identità.

Difatti da I Reietti dell’altro Pianeta, passando per Terramare fino a La Mano Sinistra del Buio, Le Guin ha spaziato dal femminismo, all’ambientalismo fino al pacifismo e al Taoismo, facendo emergere punti di vista estremamente interessanti nel panorama letterario.

La scrittrice.

Tra le sue opere più popolari, tanto da permettere a Le Guin di affermarsi come scrittrice vi è proprio La Mano Sinistra del Buio. Pubblicato per la prima volta nel 1969 e vincitore dei prestigiosi premi Hugo e Nebula, è arrivato in Italia nel 1984 per poi essere ristampato nel 2003 e di nuovo nel 2021 per Oscar Vault Mondadori.
Una ristampa necessaria e importante vista la sempre maggiore attenzione al tema del genere, della sessualità e degli stereotipi di genere.

la mano sinistra del buio

Genly Ai e i pregiudizi di genere

La specie umana si è diffusa su scala galattica riuscendo a coordinarsi in una società denominata Ecumene.
Genly Ai viene inviato come ambasciatore su Gethen con il compito di stipulare un accordo per permettere l’ingresso del pianeta proprio nell’Ecumene.

Ma le nazioni di Gethen vivono perennemente sull’orlo delle ostilità. Genly Ai, affiancato dal getheniano Estraven, è così costretto a muoversi tra gli intrighi e i pericoli delle nazioni di Karhide e Orgoreyn.

Il terrestre si trova però anche ad affrontare i suoi stessi pregiudizi, poiché i getheniani sono individui ermafroditi.

Mensilmente entrano in Kemmer (fase fertile) e in base all’attività ormonale e alla persona con cui si relazionano possono diventare maschi o femmine.
Questo significa non solo che tutto l’aspetto sessuale viene vissuto in un lasso di tempo brevissimo ma che i Getheniani hanno la possibilità, nell’arco della loro vita, di provare entrambi i ruoli, portando quindi a eliminare qualsiasi pregiudizio (a differenza degli altri pianeti umani).

La messa in discussione del genere e l’importanza della comunicazione

La Mano sinistra del Buio è stato scritto cinquant’anni fa, eppure è di un’attualità feroce.
Le Guin, tramite il rapporto tra Genly ed Estraven esplora le relazioni sociali in una società il cui genere è semplicemente irrilevante.
Una società divisa per altri motivi (politici e religiosi) ma che, non avendo pregiudizi di genere, non prevede neanche costrizioni legate ai ruoli. Un aspetto che le altre società umane, invece, conoscono bene.

Genly nel corso del suo percorso mette in discussione i preconcetti, le idee misogine o su come gli uomini dovrebbero comportarsi.
Idee che hanno portato il terrestre a giudicare la società ambigenere getheniana, a non comprenderla e accettarla, impedendogli anche di compiere la sua missione.
È proprio la vicinanza di Estraven a spingerlo a mettere in discussione i suoi pregiudizi, a cercare un legame, una relazione fiduciosa che non può che basarsi sull’accettazione dell’altro.

All’importanza dell’abbattimento delle differenze culturali e degli stereotipi sessuali, alla messa in discussione delle idee di genere e sessualità per una migliore comprensione degli individui si legano così, fino a intrecciarsi indissolubilmente, gli importanti temi di comunicazione e lealtà.

la mano sinistra del buio
Credits: Vanessa Lemen – “Both and One”
Equilibrio tra Luce e Buio

Il viaggio condiviso di Genly ed Estraven viene sfruttato anche per introdurre un tema caro e ricorrente a Le Guin: la religione.
Le due principali religioni di Gethen, ovviamente alla base delle differenze politiche e culturali, sono l’Handdara, che ricorda il Taoismo, e il culto Yomeshta, che richiama il Cristianesimo.

La presenza del Taoismo non stupisce molto. L’interesse dell’autrice ha influenzato parte del suo corpus di opere come è intuibile già dal titolo di La mano sinistra del buio.
Questo titolo fa riferimento alla prima riga di una poesia di Gethen e qui si nota la forte presenza del dualismo luce/oscurità. Visto però non in senso oppositivo e contrastante (come vuole la cultura occidentale) ma piuttosto in equilibrio tra loro.

Un volontà di adattamento alla natura piuttosto che di conquista. Un atteggiamento che la religione Yomesh volta maggiormente all’Illuminazione non coglie, proprio per il suo guardare solo sugli aspetti positivi.

La luce è la mano sinistra del buio
il buio la mano destra della luce.
Due sono uno, vita e morte,
e giacciono insieme come amanti in Kemmer,
come mani giunte,
come la meta e la strada.

La Mano sinistra del Buio (edizione 2021), capitolo 16.

La mano sinistra del buio con il suo focus sulle relazioni, sulla comprensione tra popoli e sul genere sessuale diventa oggi una lettura essenziale, ricca di spunti di riflessione e di messa in discussione delle proprie idee.

CC

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