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Vita Nostra di Marina e Sergey Dyachenko

Nel 2007 i coniugi Marina e Sergey Dyachenko danno vita a un romanzo appartenente al genere ucraino “fantastyka (comprendente fantascienza, fantasy, horror ed elementi folkloristici) che conquista i lettori ucraini e russi, ricevendo riconoscimenti anche dalla critica.

I Dyachenko non sono di certo scrittori al loro primo debutto e alle loro spalle hanno una corposa mole di lavori, apprezzati e premiati. I due infatti hanno anche ricevuto, nel 2005 all’Eurocon, l’award “ESFS’s Best Writers of Europe” e sono tra i pochi autori ucraini contemporanei ad essere tradotti in lingua inglese.

Vita Nostra di Marina e Sergey Dyachenko
Marina e Sergey Dyachenko

Nel 2012 viene infatti tradotto dalla casa editrice americana Tor il loro romanzo The Scar, e nel 2018 proprio Vita Nostra viene acquistato da Harpen Collins che porta così il raffinato e complesso romanzo all’attenzione della comunità letteraria internazionale.
Grazie a Fazi Editore (per la collana LainYA), è arrivato anche in Italia questo complesso, ambizioso e avvincente romanzo primo della serie Metamorfosi.

Vita Nostra di Marina e Sergey Dyachenko

Vita Nostra Brevis Est

Sasha Samokhina è una studentessa attenta e brillante, con una predilezione per la Linguistica in procinto di scegliere il proprio percorso universitario. In vacanza con la madre viene avvicinata da un uomo che la obbliga ad eseguire una serie di esercizi e compiti alquanto curiosi. Ogni suo rifiuto verrà punito infliggendo dolore e sofferenza alle persone che ama.

Sasha, terrorizzata, ubbidisce a tutti i compiti, modificando la sua vita fino alla rinuncia a seguire il corso di studi scelto iscrivendosi, invece, alla misteriosa e sconosciuta Istituto di Tecniche Speciali di Torpa. All’Istituto, il cui inno recita Vita Nostra Brevis Est (frase fulcro della storia), ben presto si rende conto di non avere davvero nessuna possibilità di scelta. Annichilita, si sottopone come gli altri studenti a uno studio durissimo in cui disciplina e rigore sono fondamentali per progredire.

Samokhina si sente sempre più avvinta dallo studio e dagli esercizi proposti ma l’accesso a un sapere anche più arcano si può ottenere solo a caro prezzo.

Pàthei Màthos (“appreso nel dolore”)

Nella tragedia greca “Agamennone”, Eschilo con questa frase mostra come è proprio nella sofferenza che l’essere umano arriva a conoscere se stesso e le sue possibilità.

Vita Nostra sembra fare proprie queste parole. I coniugi Dyachenko con il loro complesso lavoro che intreccia filosofia, linguistica e scienza rendono la lettura complessa e avvincente. A un punto tale che il lettore stesso sembra essere sottoposto alle sfide dell’Istituto.

Un viaggio intimo per interrogarsi, disfare le regole della realtà, mutare la mente. Tutto per arrivare a qualcosa “oltre”, di più grande e inafferrabile.
Marina e Sergey Dyachenko sono abilissimi nel mantenere costantemente alta la tensione. Un mix di fascino oscuro e disperazione che tiene il lettore attaccato alle pagine con la stessa dipendenza che lega Sasha ai suoi esercizi.

Esplorare il potenziale delle parole

Un romanzo in cui ritroviamo topoi riconoscibilissimi di vari generi, ma qui sfruttati con sapienza e originalità. Basti pensare al connubio tra magia e padronanza linguistica, già vista con il “Vero Idioma” nella serie di Ursula K. Le Guin “Terramare”.
Nell’opera della scrittrice statunitense questo consente ai maghi di ottenere un controllo sulle cose conoscendo il loro vero nome.
In Vita Nostra invece si pone l’accento su come andare oltre i limiti del linguaggio. Esplorarne a pieno il potenziale per permetta di accedere a un nuovo livello di percezione.

Toni da thriller psicologico, atmosfera tra l’onirico e il surreale e un profondo senso di angoscia. A questi si uniscono i riferimenti alla meccanica quantistica, alla filosofia platonica e alla letteratura russa. Ma Vita Nostra è anche una storia di formazione che affronta tematiche familiari come la salute mentale. Sasha infatti tra sacrifici estremi e ossessioni sembra sembra sempre più sull’orlo del delirio e della perdita della ragione. Tutto viene in messo in discussione e il tessuto della realtà appare sempre più flebile.

Vita Nostra di Marina e Sergey Dyachenko è indubbiamente una lettura stimolante, ricca di contraddizioni e tra le più innovative nel panorama della speculative fiction, ma per quanto complessa, anche in grado di raggiungere un equilibrio per far arrivare al lettore il suo messaggio.

CC

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