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How I Met Your Mother, la coincidenza del destino

Prima di parlare di coincidenza e destino, è d’uopo presentarla: How I Met Your Mother o, come l’abbiamo conosciuta in Italia, “E alla fine arriva mamma” è una sit com americana prodotta tra il 2005 e il 2014. 


La serie narra gli eventi di un gruppo di amici composto da Barney (Neil Patrick Harris), il classico donnaiolo dalla condotta più o meno discutibile; Lily e Marshall (Alyson Hannigan e Jason Segel), una delle coppie più amate nel mondo seriale che, nonostante le loro incomprensioni, riescono a restare sempre uniti e affiatati; Robin (Cobie Smulders), una giornalista canadese, l’ultima arrivata del gruppo. Dulcis in fundo, abbiamo Ted (Josh Radnor), il protagonista: un architetto alla ricerca perenne dell’amore, fulcro stesso della serie.

Già dal primo episodio, facciamo la conoscenza di un altro Ted: il narratore della storia. Ormai invecchiato, nel 2030, l’uomo racconta ai suoi figli adolescenti la storia di come ha conosciuto la loro madre, descrivendo tutte le vicissitudini sentimentali che l’hanno preceduta.

Seppur, alla prima visione, si presenti come una semplice sit com il cui lo scopo è quello di far ridere lo spettatore, How I Met Your Mother non è solo questo. Si va ben oltre il puro intento comico e, con l’avanzare degli episodi, si ha una maturazione di quelli che sono i valori legati ai diversi temi. Un esempio è quello del lutto, che Marshall dovrà affrontare successivamente alla morte del padre. E che How I Met Your Mother impiegherà ben quattro episodi a esaminare.

[DISCLAIMER: da qui in poi sono presenti importanti spoiler sull’ottava e la nona stagione di How I Met Your Mother]

Nel corso della serie, emerge anche il tema della solitudine, Ted ne è spesso protagonista. Dopo l’annuncio del matrimonio di Robin e Barney, infatti, rimane l’unico del gruppo a non avere qualcuno al suo fianco.

Nasce così una delle scene più suggestive in How I Met Your Mother: un intero episodio – che ci sembrava addirittura un punto di svolta per la trama – si rivela, nella conclusione, solo frutto dell’immaginazione di Ted.
In quel momento si percepisce tutta l’inettitudine del protagonista attraverso lo schermo: ancora una volta cercherà di mascherare il sentimento che lo univa a Robin, che lui stesso non riusciva a concepire eticamente per il rispetto del suo amico.

How I met your mother: il tempismo imperfetto. Ted riflette sulla sua solitudine
Ted riflette sulla solitudine

Qui il suo continuo rincorrere il tempo perduto, lo porterà a un desiderio morboso per quella che sarà la sua futura ragazza, ancora sconosciuta ma già idealizzata come la risposta alla sua solitudine. Vorrebbe correre da lei, ancor prima di incontrarla, di non perdere altro tempo. Questo sentimento è reso da un discorso che, in un primo momento, trasuda romanticismo e devozione:

Hi. I’m Ted Mosby, and exactly 45 days from now, you and I are going to meet… and we’re going to fall in love. And we’re going to get married. And…we’re going to have two kids. And were going to love them and each other so much. All that is 45 days away. But I’m here now, I guess, because I want those extra 45 days…with you, I want each one of them. Look, and if I can’t have them, I’ll have the 45 seconds before your boyfriend shows up and punches me in the face, because I love you. I am always going to love you. Until the end of my days…and beyond. You’ll see.

Ted Mosby

Alla luce del finale, ascoltando nuovamente quanto detto da Ted, capiamo che il discorso cela il desiderio di passare più tempo possibile con una persona che, nel presente, non c’è più.

Il concetto del lebenslagerschicksalsschatz

Nel corso della storia, emerge chiaramente come Ted sia una di quelle persone che si ostina a credere nel destino. Nonostante tutte le cadute, le delusioni e le scottature, è pronto a tutto per raggiungere qualcosa che si avvicini anche solo vagamente all’amore dei suoi migliori amici, Lily e Marshall.

Questa sua visione del destino e del tempo viene concretizzata nel primo episodio dell’ottava stagione mediante Klaus, l’uomo di origine tedesca che avrebbe dovuto sposare Victoria, la ragazza di cui Ted era innamorato. Ed è il primo, vero, assaggio dello scontro tra coincidenza e destino in How I Met Your Mother.

Klaus sta fuggendo dal suo stesso matrimonio ma questa azione viene spiegata dall’uomo seguendo il concetto del Lebenslangerschicksalsschatz ossia ”dono del destino di tutta una vita”. Questo, per lui, non è Victoria. Victoria è Beinaheleidenschaftsgegenstand ovvero ”la cosa che è quasi quella che vuoi, ma non proprio”.

How I met your mother: il tempismo imperfetto. Lebenslangerschicksalsschatz o Beinaheleidenschaftsgegenstand?
Lebenslangerschicksalsschatz o Beinaheleidenschaftsgegenstand?

A questo punto, Ted riflette nuovamente sul destino. Capisce di non aver trovato ancora la sua Lebenslangerschicksalsschatz. È qui, dunque, che crollano tutte le sue certezze sul sentimento per Robin.

Da questo momento, la serie ha una svolta decisiva. Siccome, tuttavia, l’ottava stagione sarebbe dovuta essere l’ultima, tutti i personaggi acquisiscono dei caratteri sempre più definiti. Si ha, quindi, una trasmutazione da tipo a individuo e un affinamento della loro personalità.

L’evoluzione di Barney Stinson

In alcuni casi si azzarda nel dire che Barney Stinson sia il vero protagonista di How I Met Your Mother. Il suo processo di transizione in cui parte come bugiardo patologico a quello di padre, che avviene nella nona e ultima stagione è fondamentale per l’intera serie. Barney, infatti, è capace di abbandonare lentamente un ruolo che gli vediamo ricoprire nelle prime stagioni, in cui non fa altro che colmare un vuoto lasciatogli dall’assenza di una figura paterna nell’età infantile.

Il personaggio, interpretato dal leggen-dario Neil Patrick Harris, è il più dinamico e contestualizzato della serie. Presentato come un ricco insensibile, la sua caratteristica distintiva è di essere un vero Don Giovanni con le donne, che riesce sempre a conquistare grazie ai suoi metodi infallibili trascritti nel suo Playbook. Quest’ultimo altro non è che un manuale in cui sono meccanicisticamente elencati i passaggi per sedurre e successivamente abbandonare le donne, rivelando anche palesi tratti di misoginia. Che viene, però, troncata dalla nascita del sentimento per Robin.

È qui che cade il velo di Maya e si scopre la vera identità celata dietro un personaggio così misterioso, la cui formalità ed eleganza – è celebre la sua ossessione per giacca e cravatta – sono solamente una corazza per non far trasparire ciò di cui lui realmente ha bisogno: The Robin.

Proposte e veli di Maya.

È così intitolata l’ultima pagina del playbook che, nel finale di stagione, si fa portavoce di una vera e propria dichiarazione sentimentale.

Un finale controverso

Nella nona stagione, finalmente, conosciamo il fulcro della storia, con la rivelazione della madre, Tracy (Cristin Milioti).

Inutile dire che, come tutti i finali, sono stati moltissimi i fan che non hanno apprezzato la scelta degli autori: quella di far ammalare la donna e mostrare l’armonia di quei giorni passati insieme a Ted soltanto tramite una sequenza di flash di momenti che la vita gli aveva donato ma che era già pronta, per il suo stesso processo vitale, a sottrargli.

Nelle ultime puntate, appare tutto molto confuso per via di due eventi inaspettati per i telespettatori.

Si scopre che Barney e Robin a breve divorzieranno. In Barney avviene un nuovo processo di transizione e, questa volta, l’ultimo; l’uomo annuncia al gruppo di aspettare una figlia concepita per sbaglio con una ragazza la cui identità non verrà mai rivelata. Inizialmente l’uomo sarà turbato ma, nel momento in cui terrà tra le sue braccia la figlia appena nata, Ellie, le giurerà amore eterno. Tutto quello che non è riuscito a dare alle altre donne, adesso lo prova per quella bambina: il cinismo che da sempre lo ha caratterizzato si sgretola e anche quel suo inespresso complesso di Edipo con cui era dapprima cresciuto e poi maturato.

Il secondo evento lo si nota nell’ultima scena, quando tutte le carte ormai sono svelate.

Ted Mosby è padre di due figli adolescenti che hanno dovuto dire addio alla madre troppo presto. L’intenzione di Ted è di far vivere loro gli unici momenti che può raccontare di Tracy, ossia precedenti alla loro nascita, iniziando dal principio.

Ciò che Ted sta facendo, in realtà, è solamente cullare se stesso nei ricordi: il dolore della perdita della moglie lo ha senz’altro segnato nel profondo. Tutti, al di fuori di lui, hanno capito cosa desidera: ciò a cui ha sempre rinunciato, è sempre stata Robin.

A fine puntata, saranno direttamente i figli a esortare il padre: quel momento che tanto ha aspettato, è finalmente arrivato. Il sipario si chiude con Ted che bussa alla porta di Robin, ormai donna in carriera, e con lei che si affaccia alla finestra per vedere lui che le mostra il corno blu francese, simbolo della loro prima uscita. Lei sorride, lui anche. Nessuna parola, quasi come se sapessero che quel momento prima o poi sarebbe arrivato.

Il corno, l’ennesimo simbolo di coincidenza e destino in How I Met Your Mother.

Solamente con il finale diviene chiaro che How I Met Your Mother, sebbene possa essere considerata, almeno strutturalmente, come una classica sitcom – abbiamo la coppia fissa (Lily e Marshall), la spalla (Barney) e la coppia complicata(Ted e Robin) – si distingua da altre produzioni simili per un elemento: la trama.

Ogni episodio riesce a porre lo spettatore dinanzi due scelte, quelle che ci pone la vita stessa: decidere di credere nel destino e accettare la naturale concatenazione di eventi o adeguarsi a quella serie di coincidenze che hanno fatto in modo si arrivasse a quella data circostanza.
Abbandonando ogni concetto di predestinazione.
How I Met Your Mother, insomma, è così: si muove tra coincidenza e destino.

GP

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