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Karen Walker: storia e analisi di una divinità

“Un altro Martini tesoro…e non occupare spazio con quelle inutili olive.”

Karen Walker

Ci avete mai pensato? Quando ordiniamo un Martini, ritroviamo un certo volume di quel nettare degli dèi occupato dal frutto; eppure nessuno ha mai avuto il coraggio di gridare al barista la verità, e cioè che noi, quelle olive, non le vogliamo. Solo una persona si è presa la briga di dire le cose come stanno. Parliamo di Karen Walker, amatissimo personaggio della sit-com Will & Grace, creata da David Kohan e Max Mutchnick e trasmessa dal 1998 al 2006 sulla rete NBC, per poi ritornare nel 2017 con uno strepitoso revival, che conserva tutte le caratteristiche della serie madre.

Megan Mullally, Eric McCormack, Debra Messing e Sean Hayes sono Karen, Will, Grace e Jack in Will&Grace
Da sinistra: Megan Mullally, Eric McCormack, Debra Messing e Sean Hayes sono Karen, Will, Grace e Jack in Will&Grace.

La serie.

Protagonisti sono i due migliori amici Will (Eric McCormack), avvocato gay cinico e disilluso, e Grace (Debra Messing), decoratrice d’interni dedita a prendere decisioni perlopiù sbagliate. Il migliore amico di Will è Jack (Sean Hayes), un ragazzo gay dall’estro creativo spesso di dubbia qualità, ma buono e fedele. A chiudere il quartetto, proprio lei, Karen Walker, interpretata da una meravigliosa Megan Mullally. La compianta Laura Latini doppia il personaggio nelle prime otto stagioni, sostituita poi nelle ultime tre stagioni da Roberta De Roberto, che ha saputo rendere giustizia alla storica doppiatrice, riprendendone perfettamente la vocina stridula che tanto caratterizza Karen.

Karen Walker (Megan Mullally) e il suo immancabile Martini.
Karen Walker (Megan Mullally) e il suo immancabile Martini.

Karen Walker: un personaggio fuori dagli schemi.

Miss Walker pare essere ispirata alla designer Mary McDonald, soprattutto per l’aspetto – come non ricordare il prosperoso seno di Karen che fa impazzire Jack? Ma anche per il fascino che la moda esercita sulla sua personalità. Tuttavia, i tratti distintivi di Karen sono ben altri.

Per cominciare, la donna è talmente ricca che più ricca non si può, grazie al matrimonio con l’affarista Stanley Walker. Questa ricchezza la porta, quindi, a dedicarsi alla chirurgia estetica (“Lo sai, forse c’è un alligatore che va in giro usando me come borsetta. Insomma, chi lo sa che ci hanno fatto con la mia vecchia pelle.”) e all’alta moda, ma soprattutto al disprezzo verso coloro che occupano un gradino sociale, secondo il suo modesto parere, inferiore.

Bersaglio principale è la sua amica Grace, alla quale non fa mai mancare una critica, piuttosto sprezzante, sull’abbigliamento. Nemmeno la sua servitù è esente da critiche (“Vi vedo!”, dice alle ragazze che puliscono l’ingresso della sua grande casa per farle scappare via).

Debra Messing (Grace) e Megan Mullally (Karen) in una scena della nona stagione di Will&Grace.
Debra Messing (Grace) e Megan Mullally (Karen) in una scena della nona stagione di Will&Grace.
[DISCLAIMER: la sezione “L’amore di Karen” contiene spoiler sulla nona stagione della serie Will & Grace]

L’amore di Karen

Tra tutti, però, solo due persone ricevono il suo affetto incondizionato. Sicuramente il farmacista, che di fatto non si vede mai nel corso delle stagioni, è un punto di riferimento per Karen: è il rifornitore di tutte le pillole di cui la donna abusa e che la stessa accompagna con un consumo pressoché illimitato di alcol, suo fedele compagno sin da bambina (“Una parte di me è arrabbiata, l’altra è felice, il resto è solo ubriaca”).

E come non parlare poi di Rosario Salazar (Shelley Morrison)? Non solo sua governante, ma anche madre delegata; non mancano, fra le due, degli alterchi piuttosto accesi e divertenti. Proprio la dipartita della cara Rosario, avvenuta nell’episodio “La festa dei quindici anni di Rosario”, mette a dura prova l’asprezza di Karen, che decide di perdere ogni inibizione e abbandonarsi al dolore della perdita, permettendo alla sua interprete, Megan Mullally, di regalarci una prova di recitazione da brividi. Quindi, nonostante Karen Walker sembri una donna materialista, cinica e molto spesso superficiale, sa anche essere profonda e sapiente, seppur raramente, a riprova del fatto che una briciola di umanità è ancora insita in lei. Non dimentichiamo, infatti, la sua meravigliosa performance di Unforgettable insieme con Jack nel finale dell’ottava stagione!

Jack (Sean Hayes) e Karen (Megan Mullally). I due diventano, sin dai primi episodi di Will&Grace, inseparabili.
Jack (Sean Hayes) e Karen (Megan Mullally). I due diventano, sin dai primi episodi di Will&Grace, inseparabili.

Un arcobaleno in televisione!

Questo personaggio, così spietato, è ben inserito nella trama generale della serie, che ad oggi è ancora annoverata come uno degli show televisivi LGBTQIA+ più importanti della storia.

Difatti, Will&Grace è diventato quasi il simbolo della “normalizzazione” della tematica gay: i protagonisti sono omosessuali, perlopiù privi di stereotipi, e le loro relazioni, private e lavorative, vengono raccontate in modo del tutto genuino. Caratteristica, questa, che diverrà poi baluardo di altre serie televisive; una su tutte, Looking, creata da Michael Lannan e trasmessa da HBO, che ha saputo raccontare situazioni reali e, potremmo azzardare, universali, non solo appannaggio dei suoi protagonisti omosessuali.

Will&Grace, pertanto, ha agevolato la chiusura quasi definitiva dello stereotipo gay, relegandolo ad altri prodotti televisivi che vedevano nel personaggio omosessuale solo il migliore amico della protagonista femminile, a mo’ di contorno. Normalizzazione, appunto, un concetto che, partendo da uno show televisivo, ha una maggior capacità di arrivare al pubblico e da questi essere compreso.

Senza dimenticare che Will&Grace nasce alla fine degli anni Novanta, chiudendo un secolo estremamente ricco di tabù, questo modus operandi di indubbia ironia e intelligenza investe l’intera dimensione sessuale, andando oltre una rigida compartimentazione. La stessa Karen, pur definendosi etero, non nasconde la sua attrazione verso le donne e, nell’episodio “Un piedipiatti tra i piatti”, sembra suggerire addirittura la possibilità di aver cambiato genere. Oggi queste affermazioni sono comuni, dai film alle serie televisive e persino nelle pubblicità, ma nel secolo scorso rappresentavano indubbiamente un’avanguardia.

Avanguardia che si è armata, contrariamente ai tempi attuali, del politicamente scorretto: unico strumento allora disponibile per sdoganare stereotipi e pregiudizi fortemente presenti in una società bigotta come quella degli anni Novanta. Certamente il concetto di normalizzazione potrebbe far storcere il naso, in quanto l’omosessualità, a dispetto del bigottismo che regna nelle menti più ignoranti, è già di per sé un’estensione della natura.

Tuttavia, la televisione, essendo uno strumento estremamente diretto e dalla comunicazione immediata, ha sempre cercato di mostrare solo una faccia della società, escludendo tutte le altre. Pertanto, quando Jack e Will spiegano a Grace la definizione di Gold e Platinum Gay Guy, di fatto già presenti nello urban dictionary, non si rivolgono solo ed esclusivamente a un pubblico gay ma, anzi, pongono sullo stesso livello dimensione eterosessuale e dimensione omosessuale.

Da sinistra: Eric McCormack, Debra Messing, Megan Mullally e Sean Hayes nei panni di Will, Grace, Karen e Jack.

Sua Spumeggiante Maestosità: Karen Walker

Si comprende, quindi, che una serie come Will&Grace abbia senz’ombra di dubbio contribuito a una maggior rappresentazione televisiva di personaggi e situazioni non-eterosessuali. Non solo, ma anche alla creazione di protagonisti eccentrici e decisamente fuori dalle righe. Ed è proprio questo il motivo che ha portato Karen Walker ad essere uno dei personaggi di finzione più amati, anche a distanza di anni.

Certo, il suo non è proprio un carattere facile (“Se il dispetto fosse un profumo, tu mi nauseeresti”), eppure è riuscita a rendere verbalmente pensieri che anche noi comuni mortali abbiamo. Ad esempio, quante volte proviamo il desiderio di non farci riconoscere da qualcuno o di essere invisibili? Potremmo fare come lei, allora, e cioè indossare un foulard sul capo e un paio di occhiali da sole e creare un alter-ego, come la sua rinomata Anastasia Beaverhausen. E ancora, siamo sicuri che tenere per noi un commento negativo sull’abbigliamento dei nostri migliori amici faccia bene alla nostra salute? La divina Karen non crede che sia così (“Perché non vai a cambiarti? Così staremo meglio entrambe”).

Karen Walker (Megan Mullally) e il suo inconfondibile stile.

Insomma, Karen Walker, che insieme a Jack avrebbe dovuto far solo da spalla ai due protagonisti principali, si è ritagliata in realtà uno spazio piuttosto grande nell’affetto del pubblico – come anni dopo capiterà anche al Cameron Tucker (Eric Stonestreet) di Modern Family. Un personaggio spietato, cinico, senza freni, dedito all’alcol e all’eterna giovinezza, che ha reso celebre una serie televisiva che, già di per sé, aveva tutti gli attribuiti per entrare nell’olimpo degli show televisivi. Un personaggio che deve molto alla sua interprete, dotata di una smisurata bravura e in grado di interpretare con anima, corpo e soprattutto voce l’immortale, indimenticabile e divina Karen Walker.

FG

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