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Eroi di Inio Asano: tra paradossi e mali sociali

Valorosi Eroi, ho sottovalutato il vostro coraggio e la vostra forza d’animo. Però sappiate che, se anche il mio corpo dovesse putrefarsi, la mia anima è imperitura! Scomparirà solo quando ogni cosa tornerà a non esistere più nel nulla primordiale!

L’Ombra, Capitolo 1

Queste sono le ultime parole pronunciate dall’Ombra prima di lasciare il corpo di Maialbei, di cui si era impossessato, e di dissolversi. Ed è anche l’inizio di Eroi di Inio Asano. In passato abbiamo già avuto a che fare con l’autore giapponese, le cui opere sono caratterizzare da uno stile onirico, grottesco e, a modo suo, realistico. Eroi, pubblicato in Italia nel 2020 da Planet Manga, incarna perfettamente queste caratteristiche fin dalla copertina. Ma, come visto già con La Fine del mondo e Prima dell’alba, con il suo stile peculiare Asano riesce comunque a tratteggiare un paradosso della società lampante tanto quanto ignorato.

Affiatati… ma non affiatatissimi

Andiamo con ordine. Come detto, l’opera inizia con la sconfitta dell’Ombra che, dopo aver sedotto e impossessato l’eroe Maialbei, aveva seminato morte e distruzione nel mondo. Una volta seppellito in modo grossolano e sbrigativo il loro ex-compagno, il gruppo di Eroi si mette in viaggio sulla via del ritorno verso casa. Ma, nonostante le difficoltà e le ardue battaglie affrontate insieme, il legame tra gli Eroi si sgretola in modo assurdamente veloce.

Una delle prime vignette del fumetto, la dipartita di Maialbei.

Queste fratture nel gruppo sono causate dai motivi più disparati: dal rifiuto di ospitare un compagno a causa del suo aspetto, nonostante sia ormai privo di famiglia e terre a cui far ritorno; dall’insofferenza nei confronti del prossimo, dall’ipocrisia, dal rancore. A ogni frattura, però, corrisponde un ritorno dell’Ombra che seduce gli Eroi più instabili emotivamente. A ogni ritorno dell’ombra, il gruppo prontamente si ricompatta e si lancia verso la battaglia. E il ciclo si ripete.

Eroi e mostri malvagi

È tutta colpa dell’Ombra. La crisi economica, gli omicidi, i crimini sessuali, le malattie, i furti, i rifiuti gettati per la strada.. tutto quanto è colpa dell’Ombra!

Registri del Senato, Capitolo 7

In questo modo, Asano mostra al lettore quanto gli Eroi siano miserabili: diventano un gruppo solo in presenza di un nemico comune e, senza di esso, si rivelano poco più di un’accozzaglia di sconosciuti che si sopportano a malapena. Di conseguenza, davanti a comportamenti grotteschi ma, allo stesso tempo, familiari, chi legge non può fare a meno di chiedersi se, per estensione, anche l’intera società necessiti di un’Ombra, di un nemico comune. Oltre a sottolineare alcuni comportamenti sgradevoli degli individui (basti pensare a quanto può unire l’antipatia nei confronti di una persona, ancor più se famosa) è chiara la sferzata indirizzata alla politica, dove questo processo è molto più palese e, allo stesso tempo, subdolo.

Infatti, la ricerca spasmodica di un nemico, proprio come in Eroi, ha una duplice funzione: sia creare un capro espiatorio che convincere le persone dell’esistenza di un nemico che li odi e, pertanto, sia da annientare. Questo atteggiamento genera polarizzazioni sempre più accentuate, che culminano con il vedere gli altri come una fonte di un male puro e perpetuo.

In questo modo, ogni azione commessa nei confronti del nemico può essere giustificata, creando una dissonanza cognitiva che permette di accettare tutto, purché il male venga purificato: lo stesso succede ai protagonisti dell’opera di Asano. Infatti, gli Eroi compiono azioni terribili con una leggerezza disarmante che, nonostante le giustificazioni, porta il lettore a distanziarsi sempre di più dai protagonisti.

Dopo aver pianto Maialbei, i nostri Eroi si dirigono verso casa…

Quindi, secondo Asano, l’umanità necessita di un nemico comune per essere unita e per avere la parvenza di un controllo su sé stessa, sulla società e sul mondo intero. Questo, ovviamente, genera un paradosso: bisogna dividere il mondo in nemici e amici, per unirsi.

Principessa machiavellica e messianica

[DISCLAIMER: da qui sono presenti SPOILER sul finale dell’opera di Asano.]

Un altro aspetto interessante di Eroi risiede nell’eroina Yume-chan, una graziosa fanciulla in grado di curare chiunque abbracci. Nonostante il suo aspetto e il suo potere, anche lei non si esime dal compiere atti brutali con una certa naturalezza. Dopo aver sconfitto per l’ennesima volta l’Ombra con un nuovo gruppo di Eroi, si rende conto di come anche i nuovi compagni inizino ad odiarsi a battaglia finita, a distinguere tra amici e nemici, a dividersi. Prende così coscienza di come l’Ombra sia un male necessario per l’umanità che, come la malta con i mattoni, la tiene unita. E così Yume-chan decide di diventare il nuovo ricettacolo per l’Ombra.

Ciò che colpisce è proprio la scelta ponderata di lasciarsi andare all’oscurità non per disperazione ma per perseguire un obiettivo specifico: tanto un nemico è temibile e potente, tanto la battaglia contro di esso sarà dura e tanto più forte sarà il legame di chi lo combatte. Difatti, Yume-chan è determinata a sacrificare sé stessa per gli altri, assumendo un ruolo quasi messianico mentre, allo stesso tempo, è disposta a seminare una distruzione indiscriminata. In questo, sembra incarnare le qualità del(la) principe(ssa) machiavellico(a), scegliendo di compiere un atto moralmente inaccettabile non per sé stessa, ma per il bene dell’umanità.

Surrealismo grottesco

In Eroi, oltre a quello del nemico comune, Asano riesce ad affrontare anche altri aspetti critici della società: il finto buonismo che nutre il proprio ego, la deformazione dell’informazione dei media per creare una narrazione virale dei fatti, femminismo e maschilismo, patriarcato, pedofilia e le condizioni abiette in cui può versare un paese devastato dalla guerra. Insomma, un concentrato di critica sociale espressa con uno stile grottesco, surreale e straniante, data la difficoltà iniziale ad empatizzare con i protagonisti, considerandone anche l’aspetto. L’autore, infatti, non si è risparmiato con il design degli eroi che sono così eccentrici da risultare quasi alieni, permettendogli di risaltare rispetto ai fondali molto realistici e dettagliati. Inoltre, nel manga sono presenti tinte di rosso che, oltre a rendere oniriche alcune tavole, enfatizzano la brutalità delle scene di violenza in un contesto artistico di per sé poco violento.

La mia anima è imperitura! Scomparirà solo quando ogni cosa tornerà a non esistere più, nel nulla primordiale.. perché, finché gli umani esisteranno, e resteranno tali, potrò nascondermi nei loro cuori.

L’Ombra, Capitolo 8

Insomma, anche questa volta Asano si conferma un autore particolare e con uno stile riconoscibile, che ama scandagliare l’animo umano e la società.
E che porta al centro dell’attenzione un tema molto importante.

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