Fumetti

Il Gatto, il Kaiju e il Cavaliere di Dado, una fiaba a fumetti

Gli animali domestici possono essere considerati degli amici che ci sostengono e accompagnano lungo il percorso della nostra vita. Spesso, per molti anni. Quindi, separarsene può essere molto doloroso. Con Il Gatto, il Kaiju e il Cavaliere, Davide “Dado” Caporali (famoso fumettista del web, attivo principalmente su Instagram) affronta la perdita di uno di questi amici, in modo delicato e divertente. Mediante un’avventura sopra le righe, fatta di gattaiole dimensionali, kaiju e cavalieri erranti, Dado riesce a trasmettere il dolore della perdita e il coraggio di andare avanti, senza dimenticare alcunché. Nemmeno il dolore stesso.

Il viaggio della bambina

La storia, pur nella sua semplicità, riesce ad essere un ottimo vettore per il messaggio dell’autore. Quello che viene raccontato è il viaggio di Camilla, una bambina che è alla ricerca del suo vetusto micio, Godzilla, misteriosamente scomparso. Passando attraverso una gattaiola dimensionale, nascosta negli anfratti del giardino di casa sua, la bambina si ritrova in un’altra dimensione felina. Qui, farà la conoscenza dello Spirito Guida, un Virgilio felino che cerca disperatamente di riportarla a casa, e del Cavaliere Errante, un taciturno e abilissimo guerriero uscito direttamente dalla fiaba preferita della bambina. L’avventura di Camilla, dunque, ricorda molto il classico viaggio dell’eroe dove la meta ultima è l’accettazione della separazione dal suo amico Godzilla.

Copertina di "Il Gatto, il Kaiju e il Cavaliere" di Dado
Il Gatto, il Kaiju e il Cavaliere
Camilla

Tra i pregi dell’opera rientra sicuramente la caratterizzazione dei personaggi, in particolare di Camilla. Dado è riuscito a dar vita ad una bambina credibile e non scontata. Camilla, infatti, è molto sfaccettata. Nonostante la sua ingenuità, comprende il concetto di morte ma non sa elaborarlo. Presenta, inoltre, le caratteristiche tipiche dei bambini: tenerezza, tenacia, volubilità e sensibilità. L’autore è riuscito a dosarle in maniera egregia creando di fatto un personaggio a cui è impossibile non affezionarsi, con cui si riesce a ridere (e non deridere) ed empatizzare. Non solo, si empatizza anche con chi ha a che fare con Camilla che, come tutti i bambini, non è di facile gestione.

Una fiaba per domarli tutti

Il Gatto, il Kaiju e il Cavaliere di Dado può essere definita come una fiaba a fumetti. I toni sono leggeri e spensierati, il linguaggio è diretto e fa molta leva sulla simpatia dei personaggi. Inoltre, tra gattaiole magiche, mostri abnormi e gatti parlanti, gli elementi fantastici non mancano. Senza dimenticare il proposito educativo dell’intera opera, ovvero la necessità di andare avanti anche dopo la perdita di qualcuno di importante. Ciò che risulta encomiabile è la fruibilità di cui Il Gatto, il Kaiju e il Cavaliere gode: Dado è riuscito a creare una fiaba adatta a tutti, dai più piccoli ai più grandi. I primi possono essere colpiti dalle scene d’azione, dal tripudio di colori delle tavole e dalla parte più umoristica dell’opera. I secondi, possono apprezzare temi più delicati, come il rapporto tra genitori e figli e la forza che questi ultimi possono dimostrare nei momenti più bui.

Non dire gatto se non ce l’hai nel sacco

Il Gatto, il Kaiju e il Cavaliere di Dado è un’esplosione di colori, un ritmo pressoché perfetto. La cura riposta nella realizzazione artistica è palese. I fondali dettagliati, le palette cromatiche seguono l’andamento della storia e sono funzionali alla narrazione. Le scene d’azione sono sempre chiare e coinvolgenti. Colpisce anche l’utilizzo di illustrazioni che dettagliano il rapporto tra Camilla e Godzilla, oltre che permettere di prendere fiato dalla storia in modo intelligente.

Sono molti anche i riferimenti ad opere di medium diversi, come alla filmografia di Godzilla e alle pellicole dello studio Ghibli, come Il mio vicino Totoro e La città incantata.

A conti fatti, Dado è riuscito a creare un’opera adatta a tutti, sia ai più piccoli che ai più grandi e fruibile su più livelli. A tratti divertente e spensierata, a tratti tenera e commovente. Lo stile dell’autore, ampiamente esplorato su Instagram e nelle sue opere precedenti, qui raggiunge la sua piena maturità, regalando un fumetto tanto bello da leggere che da vedere.

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